Una traccia selettiva verso un'emozione

Le orme delle parole

Questa è la narrazione di un bambino senza età.

Un giorno un bambino muto volle ritagliare da un pezzo di giornale un contorno femminile. Una splendida bambina.

Quel ritaglio sembrava così perfetto che alcuni erano pronti a giurare che la sagoma non fosse opera sua. Essa era molto graziosa, indossava una gonna tagliuzzata che svolazzava a ogni spostamento d’aria. In testa, due fiocchi stringevano quei teneri codini.

Con il tempo, quel bambino le aveva dato un nome e aveva calcolato i suoi anni semplicemente contando sulle ditina. Gli aveva donato qualche nozione per stare al mondo, dandole una buona educazione con dei buoni principi. Sognava per quella sagoma, tutto ciò che per lui era impossibile. Comunicare.

Un pomeriggio d’estate, il bambino aveva deciso di mettere la sua amichetta in un ambiente adatto alle sue esigenze. Si mise all’opera.

Con un po’ di timidezza, prese un foglio grande da disegno e lo colorò tutto con dei pastelli. Fece delle gradazioni temperate, simili a quelle che vedeva fuori dalla finestra. Con impegno raggiunse le tonalità di un’alba irreale. Aveva teso l’arancione rotolando il pastello su tutto il foglio e poi fece dei semi cerchi rossi. Quel bambino pensava che lo sfondo fantastico appena realizzato fosse un universo perfetto per la sua sagoma-bambina. Era uno spazio senza stelle e pianeti, dove l’atmosfera non era altro che un insieme di ispirazione.

Aveste dovuto vedere con quanta dedizione il bambino lavorava al suo quadro. Voleva fare le cose in grande. Si era fermato solo un attimo, giusto il tempo necessario per far riposare le manine; pareva un artista in adorazione verso un’opera d’arte. Cercava qualcosa con gli occhi, quelle piccole pupille marroni orbitavano fra i colori caldi dell’universo. E fu allora che gli venne un’ispirazione. Aveva deciso di aggiungere un’altra sagoma, questa volta più facile da ritagliare. Era rotonda, blu come la notte ed era chiazzata da decorazioni stranissime, le quali sembravano zolle marroni differenti l’una dall’altra. Il bambino collocò la nuova figura in basso al foglio da disegno.

Ma la sua ispirazione non si fermò al ritaglio di quella figura rotonda. Con i suoi abili gesti, aveva fatto comprendere a suo padre, che voleva costruire un ponte tibetano con dei fili di nylon. Insieme tagliarono tre fili della stessa lunghezza e una volta posati nel modo corretto, li avevano incollati. Il ponte era come sospeso in quel grande fantastico universo.

Con stupore per il risultato ottenuto, il bimbo si fermò a guardare il suo capolavoro. Aveva la sensazione che mancasse qualcosa di speciale. Dopo una risata mimata nel silenzio, mise il contorno basilare della bambina all’interno del ponte tibetano.

Il quadro era concluso.

Il bambino si era finalmente rilassato. Era appoggiato sul tavolo, con la testa fra le braccia conserte. Stava guardando attentamente un universo irreale, nel quale si affacciava un mondo collegato a un ponte tibetano con sopra una bambina di carta. Un quadro insolito.

Il suo desiderio più grande, era di dare a quella sagoma minuscola l’opportunità di comunicare con il resto del mondo. Il vestito di quella bimba poteva essere un ottimo inizio. I suoi indumenti ricchi di parole e di pensieri presi semplicemente da un giornale, potevano arricchire il suo vocabolario e dare una fisionomia alle sue emozioni.

Guardando giù da quel ponte, poteva beneficiare dall’ispirazione della natura e prendere spunto da qualche suo pensiero, oppure conoscere l’origine delle parole nascoste attraverso un momento di meditazione. Fin dalla sua tenera età, ella sarebbe stata in grado di dare una spiegazione all’origine delle parole; dal suo canto quelle lettere rafforzavano sempre più la sua unicità.

Così ogni giorno, la sagoma-bambina, si nutriva di parole, di frasi e di pensieri; la potenza delle lettere divenne ben presto la sua felicità e un disegno che mostrava come il linguaggio del mondo poteva mutare in un’orma eterna. Da quel ponte, la sagoma diventata donna, scrisse poesie, racconti e romanzi per comunicare al mondo la sua devozione. Nell’universo non c’è un tempo stabilito, né una ventiquattrore, né un cartellino con un titolo. Accanto a lei, c’è sempre la magia delle parole che darà origine al suo percorso.

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